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Nome: Rosario Rizzuto
Un quasi 37enne che vorrebbe vivere... e con tanto da dare. Ma tanto tanto tanto!!!
Dal 29 Maggio 2006 sono Consigliere Comunale di Scandale e dal 27 Ottobre 2008 sono Assessore alla Cultura. Ringrazio i miei 56 elettori. E non sapete cosa darei per scovare i circa 100 franchi tiratori :-).
Per contatti: by.ros(at)alice.it. Messanger: by.ros(at)inwind.it.
By.Ros cerca di dare, gratuitamente, un servizio: nel caso qualche articolo, qualche foto possa urtare la vostra suscettibilità siete pregati di scrivere alla mia mail e cercherò di venirvi incontro.
Sarà un 2009 Fantasmagorico!!!
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Operazione "Pandora". Le cosche della 'ndrangheta degli Arena e Nicoscia di Isola Capo Rizzuto sono sotto scacco. Infatti il Servizio Centrale Operativo della Polizia sta coordinando una vasta operazione contro le cosche della 'ndrangheta crotonese. Fra i destinatari figurano i presunti autori dell'omicidio di Carmine Arena, il boss di Isola Capo Rizzuto assassinato a colpi di bazooka il 2 ottobre 2004: si tratta di Vincenzo Corda, di 53 anni, e Paolo Corda, di 50 anni, di Pasquale Manfredi, 32 anni, e Salvatore Nicoscia, 37 anni, già detenuto per altra causa, che sono accusati anche di un altro omicidio, quello di Pasquale Tipaldi, ucciso a Isola Capo Rizzuto il 24 dicembre 2005. Ordine di cattura anche per il boss di Cutro Nicolino Grande Aracri, già detenuto, accusato di reati in materia di armi, per Luigi Morelli, 36 anni, e Nicola Lentini, 22 anni, entrambi di Isola Capo Rizzuto, accusati del tentato omicidio di Vincenzo Riillo, avvenuto l'11 aprile 2006. Con l'operazione "Pandora" sarebbero stati individuati, inoltre, gli autori delle estorsioni ai danni di noti complessi turistici cone l'Hotel Club Le Castella, la Baia degli Dei, il Villaggio Valtur e l'Hotel San Francesco dai quali avrebbero preteso somme di denaro ma anche assunzioni e forniture di alimenti e merci varie. Nel corso dell'indagine sono state sequestrati alcuni arsenali di armi. Lo Sco, la Squadra Mobile di Crotone, e la Sezione criminalità organizzata di Catanzaro, si legge in una nota del Ministero degli Interni, hanno inferto un duro colpo alle organizzazioni mafiose attive nel territorio. L'impegno degli organismi investigativi, da tempo sostenuto nel capoluogo calabrese, ha portato alla cattura di numerosi esponenti di spicco delle cosche della 'ndrangheta, determinando lo smantellamento delle loro strutture verticistiche. Le indagini sono state svolte con la diretta partecipazione anche delle Squadre Mobili di Milano, Bologna, Pavia e Reggio Emilia.
Sono queste le notizie che rendono fantastica una giornata già iniziata alla grande.
Oltre 400 agenti, sia uomini che donne, sono impegnati tra Crotone, Pavia, Reggio Emilia ed altre cittadine del nord d’Italia per eseguire 37 ordini d’arresto e per sequestrare vari beni mobili ed immobili tra cui case, ville e ben 6 auto blindate peer un valore di alcuen decine di milioni di euro.
[Re.AL]
(Fonte: www.arealocale.com).

La Russa allo stadio di Barcellona
SAN LEONARDO 1
SCANDALE 0
Marcatore: 57' Silipo.
San Leonardo: Frontera, D. Colosimo, L. Mannolo, A Colosimo, E. Colosimo, Falcone, Zoffreo, L. Colosimo (84' A. Silipo), L. Silipo, Lanatà, Pignanelli. A disposizione: Rizzo, Caterisano, A. Mannolo, C. Colosimo. Allenatore: Caloiro.
Scandale: De Cicco, Sgarriglia, Scaramuzzino, Daniele, C. Scalise, Chiaravalloti, Franco (58' A. Scalise), A. Squillace II (73' Cozza), Artese (86' De Paola), D. Marazzita I, Bomparola. A disposizione: A. Squillace I, D. Marazzita II, Franco. Allenatore: Drammis.
Arbitro: Raffaele Caccavo di Crotone.
SAN LEONARDO DI CUTRO - Con una gara accorta ed intelligente il San Leonardo del presidente Antonio Mannolo si sbarazza di uno Scandale stanco, impreparato, svogliato e con poche idee.
Nel marasma generale si salva, in parte, la difesa (ben guidata da Giovanni Daniele) e soprattutto i giovani Luigi Scaramuzzino (alla sua prima stagione), l'unico che segue alla lettera gli ordini del mister e non sbaglia una palla e il solito combattivo Salvatore Chiaravalloti.
Centrocampo e attacco rimandati ai corsi di recupero.
Ma lo Scandale non perde solo la gara, perchè qualche minuto prima del fischio finale, mister Drammis, col fegato ormai come un pallone, lascia sconsolato la panchina: la speranza è che sia stato solo uno sfogo del momento e che alle minacciate dimissioni non seguano i fatti.
Viste le occasioni da rete forse il pareggio sarebbe stato più giusto ma la vittoria dei ragazzi di San Leonardo ci sta tutta.
L'arbitro Caccavo ha diretto la sua solita noiosa (per lui, che sembra in campo quasi come un imposizione) gara; un arbitro senza mordente, stanco ancor prima di entrare in campo; lo Scandale visto a San Leonardo non avrebbe segnato nemmeno se la gara fosse ancora in svolgimento ma per correttezza: che senso ha segnalare il recupero del secondo tempo (4 minuti) al 42' della seconda frazione, dare poi un minuto aggiuntivo di recupero e in conclusione fischiare la fine della gara al 46' e qualche secondo ossia oltre tre minuti prima del tempo aggiuntivo concesso?
Lo Scandale su quattro gare giocate ne ha perse due: quella di domenica e alla seconda giornata a Roccabernarda: in entrambe legare, in campo con la giacchetta nera, c'era Caccavo di Crotone, qualcosa vorrà pur dire!
La gara inizia con una fase di studio e una leggera supremazia territoriale degli ospiti che già al 1' minuto hanno una buona occasione ma gli avanti dello Scandale, come ha ribadito mister Drammis, non segnano.
I locali prendono le misure e cominciano a macinare gioco ma per il primo vero tiro in porta bisogna aspettare il 30' quando capitan Emilio Colosimo ci prova su punizione, il suo primo tiro su punizione (altro che Domenico Marazzita I!) è nello specchio ma centrale e De Cicco con la punta delle dita manda in angolo.
Il San Leonardo ha il suo momento migliore, gioca meglio e pressa, al 33' sembra fatta: schema su calcio d'angolo, palla fuori area per Antonio Colosimo, gran botta e, con De Cicco battuto, è il palo a salvare lo Scandale.
Che gli attaccanti dello Scandale non segnano lo dimostra Marazzita al 37' quando smarcato alla grande entra in area sulla sinistra e col suo piede, da solo davanti a Frontera, riesce a farsi respingere la botta in angolo. Sulla battuta ancora Marazzita di sinistro il portiere para facile.
Le squadre vanno a riposo.
Nella ripresa la prima azione da rete, che avrebbe potuto cambiare volto alla gara, capita allo Scandale: al 55' su un calcio d'angolo battuto dalla destra, incoccia Artese, la palla debolmente si dirige verso la porta e quasi sulla linea Giovanni Daniele la spunta ancora di testa per ribadire in rete, ma il tocco è troppo forte (d'altra parte lui è un difensore) e la palla incredibilmente si alza oltre la traversa.
Il pericolo corso sveglia i locali che si lanciano in avanti: al 56' è De Cicco a deviare in angolo una gran botta di Leonardo Colosimo. Sugli sviluppi dello stesso è Luigi Silipo a saltare più in alto di tutti e battere De Cicco. Come spesso succede nel calcio: gol sbagliato gol subito!
Lo Scandale cerca di riequilibrare la gara ma non crea pericoli esponendosi al contropiede dei locali che sbagliano alcune occasioni.
Ma la possibilità del pareggio Chiaravalloti e compagni ce l'hanno all'87': punizione dalla trequarti battuta, come sempre, da Marazzita che lancia in area un innocuo pallone che però rimbalza al centro scavalca il portiere e sbatte contro la traversa tornando in campo proprio sui piedi di Luigi Scaramuzzino che però cincischia e non riesce a ribadire in rete e così la difesa si salva. Incredibile!
ROSARIO RIZZUTO
Gentili telespettatori,
Vi comunichiamo che Report andrà in onda domenica 22 novembre alle 21.30 su RAI TRE.
La puntata si intitola ''Lotta di Poteri'' di Michele Buono e Piero Riccardi.
Sinossi:
Slittamento progressivo del potere legislativo dai rami del parlamento all'esecutivo. E' quanto sta avvenendo legislatura dopo legislatura dall'inizio della cosiddetta seconda repubblica in poi. Come?
Realizzando il programma di governo attraverso decreti legge d'urgenza e disegni di legge di iniziativa governativa combinati alla richiesta di fiducia. Risultato? Tempi contingentati, blocco di emendamenti di qualsiasi tipo in aula e votazione. Fino a oggi nel corso di questa legislatura e' stata chiesta la fiducia per 26 volte - l'ultima sulla privatizzazione dell'acqua - e il lavoro delle camere e' ridotto sempre piu' a una ratifica di decisioni prese dal governo.
In Germania, dall'inizio della storia della repubblica federale, la fiducia e' stata chiesta in tutto per 5 volte e i decreti d'urgenza non esistono, o meglio si ricorre a questi solo in caso di guerra o grandi catastrofi.
In Francia con la revisione costituzionale del 2008 le assemblee parlamentari hanno visto rafforzarsi il proprio ruolo, tuttavia Segolene Royal, prima delle ultime elezioni presidenziali, di fronte a quella che è una crisi delle rappresentanza dei cittadini in politica, lancio' una sfida: una terza camera di cittadini sorteggiati in un campione molto vasto, in modo da rappresentare efficacemente la societa', a cui governo e parlamento deve rendere conto. Successe un finimondo da destra a sinistra, partito socialista compreso. Attualmente la Royal sta sperimentando la democrazia partecipativa a Poitiers nella regione che presiede.
In un sistema democratico - comunque - la tripartizione dei poteri - esecutivo, legislativo, giudiziario - e la loro indipendenza e' la condizione fondamentale della dialettica democratica.
Cosa succede se i ruoli e i poteri si sbilanciano e si confondono?
Per la rubrica Comè è andata a finire? "Cara Madunina - Aggiornamento del 18/11/2007" di Bernardo Iovene
A che punto sono i nuovi quartieri che dovevano sorgere in vista dell'Expo' 2015, dopo la crisi che ha investito anche il settore immobiliare: City Life e Santa Giulia. Sentiremo il sindaco di Milano, l'assessore all'urbanistica, il presidente del Consiglio Comunale, l'A.D. dell'Expo' 2015 Spa, i consiglieri dell'opposizione, l'A.D. di City Life, il presidente del Consorzio Santa Giulia, abitanti, commercianti e urbanisti.
GOODNEWS "Dalla padella al serbatoio" di Giuliano Marrucci
135 autobus, 700 taxi, 10 milioni di Km l'anno. Il tutto grazie alle patatine. E' la fantastica realta' di Graz, dove i mezzi pubblici si muovono con biodisel ottenuto riciclando l'olio di frittura.
Videochat
L'autore dell'inchiesta Michele Buono sarà online lunedì dalle 18 alle 19 per rispondere in diretta video a domande, curiosità e dubbi sull'inchiesta in onda domenica. Ogni eventuale modifica dell'orario sarà comunicata sul sito.
Vi informiamo inoltre che sono previste le repliche di questa puntata su RaiSat Extra nei seguenti giorni: Lunedi' alle 10.00 e alle 21.00 e
RaiSat Extra è visibile su Digitale terrestre in Sardegna, Val d'Aosta, Piemonte Occidentale (Torino, Cuneo e zone limitrofe), Trentino Alto Adige e Lazio ad esclusione di Viterbo.
RaiSat Extra è visibile su tutto il territorio nazionale attraverso la piattaforma satellitare TvSat utilizzando l'apposito decoder (TvSat).
Il video e la trascrizione integrale del testo della nuova inchiesta sarà on line sul nostro sito www.report.rai.it dieci minuti dopo il termine della messa in onda.
Buona Visione! La Redazione.
Trenta anni e, certamente, non sentirli. La mia più vicina e sentita solidarietà al Sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, che ho avuto il piacere di conoscere a novembre 2006, durante una manifestazione per Rino Gaetano, che l'altro ieri è stato aggredito da un proprietario di una casa abusiva che il sindaco giustamente sta facendo abbattere anche perchè ci sono delle sentenze definitive.
Mi domando quando cominceremo a crescere in Calabria.
Una coppia al vertice del girone E di Terza Categoria: il Cirò e la sorprendente Marina di Strongoli.
Infatti l'Altilia fa harakiri e perde, in casa, lo scontro al vertice con la squadra del presidente Mario Sculco.
Certo l'arbitro, come ci ha confermato lo stesso Sculco, ci ha messo del suo ma da Durante e compagni ci si aspettava qualcosa di più al Tufolo dove, curiosità, la gara è stata sospesa per alcuni minuti per consentire l'atterraggio di un eliambulanza per un soccorso non riferito alla partita.
La Marina di Strongoli del presidente Salvatore Lettieri, nell'anticipo di sabato, non ha difficoltà, contro “gli amici che si divertono a calcio” dello Sporting Rocca, ed è la vera capolista del girone avendo conquistato nove punti in tre gare anche se, ad onor del vero, bisogna dire che gli jonici finora hanno avuto delle gare relativamente facili, anche se nel calcio non sempre tale definizione risulta poi veritiera.
Un primo vero banco di prova per la squadra di Felice Zito si avrà domenica prossima quando al comunale di Strongoli arriverà il Papanice, dopo questa gara si potrà dire quale potrebbe essere il ruolo della matricola.
Vola il Papanice, a parte la straripante vittoria contro lo Sporting Crotone, Nicoscia e compagni, a Scandale, hanno fatto vedere, in alcuni momenti della gara, un bel gioco fatto di passaggi, cambiamenti di fronte e gioco non casuale: la mano di Claudio Regalino si comincia a vedere.
Sul Papanice non abbiamo dubbi: sarà tra le protagoniste del girone!
Alle spalle delle prime tre, e dopo l'Altilia ferma a sette punti, un trio di squadre con sei punti: Roccabernarda, Siberene e Casabona. La prima molla un po' e si fa battere in casa dal Real Cotronei in quello che sicuramente, classifica alla mano, è il risultato più clamoroso della giornata.
La Nuova Siberene ha vita facile sul San Leonardo di Cutro e il Casabona rimanda battuto il Camellino.
Domenica 22 si continua in questo appassionante torneo. Riposa lo Sporting Rocca che almeno per un'altra settimana resterà fermo a zero punti con la speranza che, dopo la pausa, le cose possano cambiare.
Il big match della giornata, come già detto, si disputa a Strongoli dove ci saranno 17 punti in campo. Altra gara importante è quella tra Cirò e Roccabernarda, aperta ad ogni risultato, ma con i ragazzi di mister Artese sicuramente favoriti dal fattore campo.
Scendendo in classifica abbiamo la gara tra Camellino ed Altilia con i crotonesi che devono riscattare la sconfitta casalinga col Cirò ed il Camellino, che nonostante la gara persa a Casabona, è conscio di non essere più una squadra materasso.
La Nuova Siberene sarà ospite del Real Cotronei galvanizzato dalla vittoria di Roccabernarda: una gara da vedere mentre il Casabona farà visita allo Sporting Crotone di mister Gambino in un incontro dai 1.000 risultati.
La giornata si chiude con la gara San Leonardo di Cutro e Scandale.
Una partita senza pronostici visto l'andamento finora delle due formazioni, con lo Scandale di mister Drammis che torna in campo dopo il turno di riposo, cosa che non è certo sia un vantaggio, e i locali reduci dalla sconfitta senza mordente di Santa Severina.
Intanto, dopo quattro giornate, comincia a delinearsi anche la classifica cannonieri dove, in base a quanto riporta il portale Crotonesport.com, al vertice troviamo Giuseppe Angotti del Camellino con 4 reti seguito da Vincenzo Agresti e Francesco Cozza (Cirò), Daniele Comito e Davide De Tursi (Marina di Strongoli) e Francesco Cavallo (Papanice) con 3 marcature.
Infine una nota di servizio: il buon Paolo Valenti, per anni conduttore della storica trasmissione di Rai 1 “90° minuto”, avrebbe consigliato una telefonata chiarificatrice ma, come si dice, verba volant scripta manent e poi a scritto si risponde con scritto, allora mi sembra dovuto chiarire alla collega Daniela Galasso (dirigente e giornalista della Nuova Siberene) che non ho mai scritto su queste colonne che la Nuova Siberene pratica la boxe ma il riferimento alla nobile arte era solo riferito alla vittoria ai punti che esiste nella boxe e non nel calcio: di fatto era un complimento alla sua squadra non una frase denigratoria! Non era difficile capirlo!
Poco lavoro,per fortuna per il giudice sportivo Antonio Manica che nellaseduta del18 Novembre 2009 ha squalificato pr una giornata,inquanto espluslo dal campo, solo Adriano FragaledelReal Cotronei.
Entra poi in diffida, avendo raggiunto la terza ammonizione, Gianluca Facente dell'Altilia.
ROSARIO RIZZUTO


Per gentile concessione del giornalista Giuseppe Pipita pubblico due articoli già apparsi sul Crotonese n°. 89 del 17-19 Novembre 2009.
L’assessore Salvatore Cosimo dice che da quando si è insediato, non avendo moglie e figli cui provvedere, si è sposato con la Provincia. Cosimo, ingegnere di 35 anni, ha sulle spalle alcune delle deleghe più delicate della Provincia: lavori pubblici, viabilità ed infrastrutture, pianificazione territoriale, urbanistica, protezione civile. Settori nei quali si gestisce la parte più importante del bilancio dell’ente intermedio, ma anche le tante difficoltà e problemi generati di conseguenza.
Ed infatti, prima, durante e dopo l’intervista che segue ha continuato a ricevere persone, raccogliere lamentale ascoltare pareri su progetti.
Lei è un amministratore esordiente: come si è approcciato all’incarico assegnato e alle tante deleghe ricevute?
“All’indomani della mia nomina ad assessore la prima cosa che ho fatto è stata quella di cominciare a riorganizzare i settori di mia competenza. Sicuramente il lavoro più complesso era quello della viabilità che è una delle prerogative principali delle Province. La situazione che ho trovato non era certo delle migliori”.
In che senso?
“Gli ultimi anni sono stati molto difficili per l’organizzazione dei vari settori della Provincia. Probabilmente le diatribe interne al Pd hanno portato ad interessarsi più delle beghe personali che dei problemi del territorio. Il settore viabilità, in questo contesto, è risultato il più penalizzato. Innanzitutto l’organico è sceso dai circa 100 cantonieri che l’ente aveva a disposizione tra il 95 ed il 2003 ai 57 attuali. Abbiamo un parco mezzi vetusto e, soprattutto, ci siamo trovati con i fondi del capitolo relativo alla manutenzione delle strade al minimo: pensi che dai 2 miliardi di lire degli anni stanziati per la manutenzione tra il 1995 ed il 2003, nel bilancio della precedente amministrazione provinciale abbiamo trovato appena 360 mila euro. A questo si aggiunga che le strade sono in condizioni pessime”.
Scusi, ma come sono stati usati i soldi che mancano se le strade della Provincia sono messe male?
“Come siano stati usati non lo so, non ho avuto il tempo di verificare. Posso dire che il nostro impegno sarà quello di rimpinguare questo capitolo perché ci sembra che la manutenzione sia essenziale per il funzionamento delle infrastrutture. Per esempio se si fossero puliti adeguatamente i fossi e le cunette i danni arrecati dalle piogge abbondanti di fine settembre sarebbero stati almeno il 50 per cento in meno. Sto riorganizzando ogni settore nelle mie competenze e per ognuno ho preparato dei piani di lavoro di medio e lungo periodo e anche di breve. Ad esempio, una cosa secondo me rivoluzionaria nella viabilità, per il risparmio economico e di tempi che ne consegue, è quello di aver autorizzato i tecnici della Provincia ad utilizzare direttamente, e senza autista, i mezzi della Provincia per recarsi sui cantieri. Da parte mia, invece, essendo anche ingegnere, sto facendo dei sopralluoghi casuali nei vari comuni per verificare il lavoro dei cantonieri”.
Lei ha parlato di opere pubbliche: non si può nascondere che la precedente amministrazione vi ha lasciato diversi cantieri aperti, ma anche diversi problemi. Andiamo per ordine cominciando con la strada del petilino che abbiamo visto realizzata solo in pubblicità?
“Intanto dico che quasi tutte le opere che abbiamo trovato sono gravate da contenziosi delle ditte. Per quanto riguarda la strada del petilino per completarla servono risorse economiche perché c’è un grosso problema, costituito da un movimento franoso con un fronte di circa 400 metri e altri smottamenti più piccoli che non permettono di completare l’opera. La giunta Iritale ha fatto bene all’epoca a dare mandato all’Unical di studiare la frana dal punto di vista geologico. All’azienda appaltatrice abbiamo chiesto di proseguire i lavori a monte della frana in modo da non fermare l’opera”.
Quanti soldi servono?
“Ci basterebbe avere le economie di gara di circa 2,9 milioni di euro”.
Per fare cosa, spostare la strada?
“No, per risolvere il problema con un’opera d’arte che contenga il movimento franoso”.
Questi soldi sono già nelle vostre disponibilità?
“Magari. Ci deve autorizzare la Regione in quanto il progetto è finanziato con un Apq. Abbiamo chiesto di avere la disponibilità di questi soldi ed anche di quelli relativi alle economie di gare della strada Cotronei-ss 107 che ammontano a circa 6 milioni di euro”.
Lei non continua, vuol dire che la Regione non vi ha risposto?
“Esatto. In questo periodo, vede (Cosimo mostra un mazzo di lettere indirizzate agli assessori regionali, nda) sto scrivendo molto per chiedere questi soldi. A me pare che alla Regione questo territorio non interessi visto che i vari assessori, continuano a darmi risposte elusive o, addirittura a non ricevermi. Io continuo, però. Non mi fermo perché penso che un territorio non vada penalizzato solo perché chi lo amministra è di un altro colore politico”.
Viene un dubbio: ma queste economie, circa 9 milioni di euro, sono per caso finite altrove?
“Io ho il dubbio invece che questi soldi la Regione se li sia presi per utilizzarli nelle aree di Catanzaro e Lamezia”.
Insomma, per la strada del mare siamo nelle mani della Regione, ma per quella di Cotronei?
“A Cotronei è stato fatto un buon lavoro rispetto alla media generale. I problemi sono stati causati dal maltempo che ha creato qualche ritardo che è stato anche dovuto alla definizione di un accordo bonario che abbiamo dovuto fare con l’azienda a causa dell’aumento del costo del ferro. Le economie che abbiamo richiesto ci servono anche per coprire parte di questo accordo. Se arrivano i soldi la strada di Cotronei sarà completata in tre mesi”.
Proseguiamo, restando sempre nel marchesato: il restauro del teatro di Petilia i cui lavori sono stati inaugurati in campagna elettorale ma non sono mai stati effettivamente avviati?
“Anche noi pensavamo che fosse tutto a posto, ma abbiamo riscontrato alcuni problemi tecnici legati alla progettazione. Li abbiamo superati e lo scorso 3 dicembre abbiamo consegnato i lavori. Adesso tocca alla ditta eseguirli cercando di rispettare i tempi”.
Terme di Cotronei, a che punto siamo?
“Lasciando da parte le beghe politiche, posso dire solo che stiamo dando supporto al Comune per non far perdere i soldi”.
Però, i soldi delle terme li avete stornati per altre opere?
“Tenere fermi i soldi per un’opera oberata da vincoli che devono ancora essere superati è inutile. Allora usiamoli per fare delle opere necessarie. Poi, quando i divieti saranno superati, rimetteremo i soldi nel capitolo”.
Un’altra opera piena di problemi che vi è rimasta in eredità è quella relativa al recupero della piscina ex Coni a Crotone: l’appalto è bloccato. Cosa intende fare?
“Stiamo studiando il problema, abbiamo due opzioni sulle quali stiamo lavorando e che saranno rese note al momento opportuno”.
Lei ha parlato di riorganizzazione dei settori di sua competenza: come si sta muovendo nel campo della protezione civile?
“Ho incontrato gli operatori di protezione civile, i vigili del fuoco, le associazioni. Il sistema c’è ma bisogna organizzarlo meglio per questo è mia intenzione creare al più presto una sala operativa. Il mio obiettivo in questi cinque anni è creare una protezione civile che funzioni utilizzando le eccellenze che esistono e vanno supportate, ma anche e soprattutto sistemando ciò che non funziona perché anche in questo settore le pecore nere non mancano”.
Altra delega in suo possesso è quella dell’urbanistica: cosa ci dobbiamo aspettare?
“Abbiamo cominciato a lavorare al piano di coordinamento provinciale, una sorta di piano regolatore generale dell’intero territorio. Il nostro compito sarà quello di essere da supporto ai comuni e per questo abbiamo già creato un gruppo di lavoro per realizzare una mappa di tutti i vincoli esistenti nel nostro territorio che sia di utilità alle amministrazioni comunali per concedere autorizzazioni o realizzare opere che non siano gravate da divieti. Su tutte le deleghe, me lo lasci dire, mi sto muovendo, su input e verifica del presidente Zurlo, dialogando con gli attori dei settori. Ho riaperto il dialogo con l’Ance (i costruttori edili), ho incontrato gli ordini professionali, le associazioni. Lavoro fianco a fianco con i tecnici della Provincia. Ricevo tutti anche senza appuntamento. Del passato mi interessa tanto quanto: adesso dobbiamo essere propositivi”.
GIUSEPPE PIPITA
La Regione Calabria deve ancora cinque milioni di euro alla Provincia di Crotone necessari a pagare i danni causati dal maltempo tra fine dicembre 2008 e gennaio 2009. Cinque milioni che mancano all’appello non tanto dell’ente intermedio quanto delle imprese crotonesi che hanno lavorato per la sistemazione dei danni. Nel corso dell’intervista all’assessore Cosimo siamo stati diretti testimoni delle rimostranze di un’azienda specializzata, che per la sistemazione di alcune frane avanza ancora la somma di 140 mila euro. Il lavoro di quindici operai di questa ditta dipende da questa somma che ancora, a distanza di dieci mesi dalla deliberazione dello stato di calamità e degli annunci di Loiero, non è stata stanziata dalla Regione. GIUSEPPE PIPITA
“Sono tutti lì - dice l’assessore Cosimo mostrando la pila degli interventi effettuati ad inizio anno ed ancora da pagare alle aziende.- Aspettiamo la Regione anche in questo caso e, purtroppo, con noi aspettano tante aziende che si trovano ora in difficoltà”.
Il timore degli amministratori provinciali è che lo stesso ritardo possa accadere per i lavori di somma urgenza realizzati dopo le frane e i danni causati dal maltempo di fine settembre: “La Provincia di Crotone - dice Cosimo - ha deliberato la richiesta di stato di calamità il 28 settembre, il giorno dopo gli eventi alluvionali; la Regione lo ha fatto venti giorni dopo, il 19 ottobre, ma ancora non è stato deciso alcunché. So solo che sia noi che i Comuni abbiamo necessità di avere i soldi di gennaio e di settembre per pagare le aziende. Abbiamo proposto alla Regione di stralciare dei fondi dal capitolo della Protezione civile (150 milioni) in modo da cominciare a pagare qualcosa degli arretrati”.
Cosimo sottolinea anche che i lavori eseguiti dalla Provincia per la sistemazione delle strade danneggiate da frane e pioggia possono catalogarsi come interventi definitivi: “Non abbiamo fatto lavori per tamponare l’emergenza, ma insieme ai tecnici della Provincia, abbiamo realizzato opere che risolvono il problema. Ci sono stati circa cento interventi realizzati per una spesa che si aggira intorno al milione e mezzo di euro. Interventi per i quali soprattutto i sindaci dei comuni di centrosinistra, a dimostrazione che a noi interessa il territorio non il colore politico, ci hanno ringraziato pubblicamente: come quelli sulle provinciali di Belvedere Spinello e Verzino, di Savelli, Umbriatico. A San Mauro abbiamo fatto un nuovo ponte a tre luci in meno di un mese, allargando anche la corsia. Tutte le strade danneggiate sono state riaperte, certo per alcune servono dei ritocchi come la bitumazione, ma l’importante al momento è che si passi. Appena disporremo delle cifre necessarie completeremo le opere”.